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La Palestina della convivenza. Un viaggio storico fotografico

A 70 anni dalla Nakba, un viaggio fotografico fatto di immagini d’epoca, nella Palestina storica, dal 1888 al 1948. Inaugurazione il 9 maggio alla Casa del Cinema di Roma, con un reading poetico di Nabil Salameh* e Dalal Suleiman*.

Dall’Impero ottomano, al mandato britannico, alla grande rivolta araba degli anni ’30 fino agli avvenimenti che hanno segnato tragicamente il popolo palestinese (la Nakba) e determinato la scomparsa della Palestina storica, i 22 pannelli fotografici con accurate didascalie ci raccontano molto. Come ha scritto alcuni anni fa Rabii el Gamrani, che curava questa mostra,

La Palestina della convivenza non è né uno slogan né un’utopia. La Palestina della convivenza è un accaduto al tempo stesso lontano e vicino. La Palestina della convivenza è un percorso costruito anche con gli occhi di chi l’ha vissuta e di chi l’ha fotografata. Le persone e le cose ritratte in questi scatti hanno consegnato alla storia una testimonianza unica e vera per il solo fatto di essere stati fotografati.”

Le immagini d’epoca ci mostrano persone e paesaggi  dell’impero ottomano, poi l’arrivo del colonialismo britannico,  il progetto di spartizione e infine l’eclissi di “quella”Palestina. Il 1948, la Nakba o catastrofe, segna la frattura storica e umana della Palestina: il viaggio si arresta prima di quell’avvenimento.

Il percorso della Palestina della convivenza vuole quindi ritrarre e valorizzare i molteplici apporti all’identità palestinese e il suo carattere cosmopolita, dei decenni precedenti, quando incroci di popoli diversi  hanno contribuito a costruire la sua grande ricchezza culturale. Una ricchezza che è riuscita a trasmettersi e ad essere ancora oggi uno strumento essenziale di resistenza.

Queste foto provengono da archivi di Gerusalemme e di Nazareth e includono quelli del fotografo francese Bonfils e di Karima Abbud, la prima fotografa professionale palestinese, Lady photographer, come la definiscono i timbri di alcune sue foto.

Felix Bonfils, fotografo francese, aprì con la moglie Marie Lydie Cabanis nel 1867 uno studio in Libano, a Beirut, la “Maison Bonfils”. Lo studio, nel quale fu presto attivo anche il figlio Adrien (1861-1928) eseguì numerosissime fotografie, di cui molte stereoscopiche, in tutto il medio oriente: Siria, Libano, Palestina, Egitto…

Monumenti, paesaggi, tipi umani, colore locale, sono centrali nelle foto di Bonfils, che riscossero grande successo anche in Europa. Molto riuscite le sue vedute panoramiche di città e paesaggi, ottenute giustapponendo diversi scatti.

 

Karima Abboud

Particolarmente interessante è la figura di Karima Abbud, che fin da giovanissima si era appassionata alla fotografia, che fa la comparsa in quell’area nella seconda metà del 1880 e l’inizio del 1900. Karima iniziò la sua attività giovanissima, grazie al regalo di una macchina fotografica fattole dal padre quando aveva 17 anni.

Dopo la laurea conseguita presso la American University di Beirut, la donna decise di aprire uno studio fotografico a Betlemme. Con questa attività riuscì a realizzare la sua indipendenza economica e a diventare una protagonista della conservazione della memoria storica palestinese.

“La Palestina della convivenza è una terra ricca e ospitale che vive e fa vivere le sue genti. I volti della Palestina colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla modernità di Karima Abbud si affiancano a quelli di Felix Bonfils, una Palestina urbana e rurale, con i suoi campi coltivati, con le sue fortificazioni maestose, con la sua varietà di persone e etnie. La storia è una cosa seria e complessa, ecco perché bisogna andare a cercarla nei dettagli, non nelle gesta degli eroi e dei conquistatori, ma nelle mani di chi coltiva la speranza, negli sguardi di chi è ebbro di vita, nella fatica di chi ara la terra e accudisce l’olivo. Gli scatti senza parola alcuna gridano la loro verità, parlano alla nostra coscienza, denunciano il nostro distacco e la nostra indifferenza. Ci chiedono : dov’è ora la Palestina della Convivenza?”

*Dalal Suleiman, di madre napoletana e padre palestinese, attrice di cinema e teatro, danzatrice; vive a Roma.

*Nabil Salameh,  nato a Tripoli, Libano, figlio di rifugiati palestinesi. Giornalista e cantautore, fondatore dei RadioDervish; vive a Bari.

 

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