Conoscere la cultura palestinese/Dossier/Presentazione libri

Non c’è niente da celebrare: 100 anni dalla Dichiarazione di Balfour

31 ottobre h. 17,30 alla Fondazione Basso a Roma, Vera Pegna, Wasim Dahmash e Alessandra Mecozzi presentano IL LUNGO CAMMINO DELLA PALESTINA

Ricorre quest’anno il centenario della Dichiarazione di Balfour. Ma più che da “celebrare”, c’è da conoscere, ricordare e riflettere, alla luce della situazione attuale, sulle responsabilità dell’Europa e su una politica coloniale che continua.

Arthur James 1º conte di Balfour (Whittinghame 1848 – Woking 1930) fu primo ministro dello Stato britannico dal 1902 al 1905. Come ministro degli Esteri fu estensore del messaggio noto come dichiarazione Balfour (1917), con il quale il governo britannico si impegnava a facilitare “la creazione in Palestina di una sede nazionale per il popolo ebraico” senza “pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina, o i diritti e lo status politico goduti dagli Ebrei in qualunque altro paese”. Ricevette la letterail barone Lionel Walter Rothschild, erede di una dinastia di banchieri, rappresentante della comunità ebraica inglese e punto di riferimento per il movimento sionista.

Non si parla di Stato, ma di “sede” o “focolare”, di “comunità non ebraiche esistenti”, non di abitanti residenti sulla propria terra di Palestina…parole ambigue, come ambigue saranno le  garanzie di indipendenza offerte alla dirigenza araba. Il conte di Balfour dava infatti, con la Dichiarazione, avvio all’immigrazione ebraica in Palestina, mentre aveva incitato alla rivolta araba contro l’Impero Ottomano – alleato con la Germania e gli austro-ungarici sin dal ’14 – con la promessa di indipendenza, a Sharif Hussein, emiro della Mecca, che sognava un “Regno Arabo” e che guidò la rivolta in accordo con il leggendario Lawrence!

Nel luglio del ’22 la Società delle Nazioni concederà il mandato sulla Palestina alla Gran Bretagna. Nel documento che questa inviò per spiegare le caratteristiche del proprio impegno, allegò, come preambolo, la Dichiarazione di Balfour, che diventava così un obbligo giuridico.  Nel 1948 nascerà, a spese di oltre 700.000 abitanti palestinesi cacciati/fuggiti dalla loro terra, lo Stato di Israele. Della promessa di indipendenza araba, invece, non si parlerà più!

Nella presentazione del libro, le ragioni e i temi di:”Il lungo cammino della Palestina”, verranno illustrate da Wasim Dahmash, Vera Pegna e Alessandra Mecozzi il 31 ottobre alle 17,30 presso la Fondazione Basso, a Roma.

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