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Cultura è Libertà…nel 2016

Uno sguardo all’anno trascorso

Mentre il 2015 si era caratterizzato prevalentemente con iniziative volte a sostenere il progetto LIUTAI A GAZA (in collaborazione con Al Kamandjati, scuola di musica a Ramallah) per il quale abbiamo raccolto i 9000 euro (come da impegno preso), e inviata una prima parte (in attesa che vengano dati i permessi agli insegnanti di Ramallah per recarsi nella Striscia), nel 2016 Cultura è Libertà si è concentrata soprattutto su iniziative originali per la promozione della cultura palestinese in Italia.

Si è cominciato a marzo CON L’ARMA DELLA CINEPRESA: 9 corti di registe palestinesi MONDI/WORLDS (prodotto da Shashat – Cinema delle donne palestinesi – con il sostegno della Cooperazione italiana allo sviluppo e della Associazione Orlando di Bologna), proiettati l’8 a Torino (con Progetto Palestina) e il 17 a Roma (con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) alla Casa Internazionale delle donne, con la partecipazione della regista Susanna Nicchiarelli.

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Il 21 aprile a Roma, Comunità di base San Paolo, Patrizia Cecconi ha preparato una CENA PALESTINESE, preceduta dalla Assemblea annuale di Cultura è Libertà.

VIAGGIO nella PALESTINA DELLA BELLEZZA: organizzato da Patrizia Cecconi tra maggio e giugno, ha contribuito anche alla raccolta fondi per consentire di invitare palestinesi in Italia.

CINEMA SENZA DIRITTI: come ogni anno Cultura è Libertà ha partecipato alla realizzazione della rassegna Cinema senza diritti a Venezia, organizzata da Pina Fioretti, in collaborazione anche con l’associazione Oltre il Mare.

KEFIEH HEBRON Il 27 maggio nel Giardino di AGADEZ, via S.Giovanni in Laterano a Roma è stata organizzata, con aperitivo, la vendita di kefieh palestinesi, multicolori, fatte arrivare dall’unica fabbrica palestinese rimasta (sopravvissuta alla concorrenza di produzioni asiatiche), della famiglia Herbawi (foto).

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La raccolta di fondi attraverso le varie iniziative insieme al contributo di Transform Italia, ha permesso di organizzare una due giorni dedicata ai profughi nel mondo, in particolare dalla Palestina: “PONTI DI SPERANZA”, il 16 e 17 settembre con Amal Kaawash, cantante e disegnatrice palestinese dal Libano, e Jussur Project (Helmi Mhadhbi, Dalal Suleiman, Sanjay Kansa Banik, Angel Ballester). Il 16 Amal ha raccontato la sua storia con le immagini della sua creatura “Meiroun”(nella foto) e un laboratorio diretto da Helmi Mhadhbi, alla Casa Internazionale delle Donne di Roma; in contemporanea, abbiamo presentato la mostra di calligrafia e miniatura LE FORME DELLA LIBERTA’/SHAPES OF FREEDOM, quadri realizzati da Giulia Giorgi e Nilufer Reza. Il 17 si è tenuto il concerto di Jussur Project con Amal Kaawash, all’Auditorium Seraphicum di Roma (immagine in evidenza), il cui incasso, unito a donazioni, è destinato a due borse di studio per il Conservatorio di Saida, Libano, ad altrettante studentesse volontarie nel Campo profughi di Burj el Shemali, in collaborazione con Ulaia arte sud (Italia) e Assumoud (ass. palestinese in Libano). Il 18 il concerto si è ripetuto a Salerno, nella rassegna Femminile Palestinese, organizzata da Maria Rosaria Greco.

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14 dicembre APERITIVO CON RACCONTI PALESTINESI da Sabastyia, Cisgiordania (Patrizia Cecconi), Gaza (Sancia Gaetani e Gianna Urizio), Libano (Alessandra Mecozzi), presso la Comunità di base di San Paolo a Roma.

E’ in preparazione una dispensa sulla storia della Palestina, con la collaborazione di Wasim Dahmash (da aggiornare i testi tradotti nel 2016 dal francese da parte di volontarie di CèL). E’ stato presentato un progetto “Teatro dei bambini di Jenin” (ideato da Chiara Frulla) alla Fondazione Nando ed Elsa Peretti, per il quale si attende una risposta.

Valutazioni: positiva è stata la collaborazione con altre associazioni/gruppi sia palestinesi che italiani e la possibilità di realizzare iniziative in diverse città, coinvolgendo un pubblico ampio nella conoscenza di vari aspetti della cultura palestinese; abbiamo registrato difficoltà soprattutto per quanto riguarda la scarsità di risorse economiche, solo attenuata da donazioni generose. La richiesta di fondi su progetti non è semplice e sarebbe necessario qualcuno/a “dedicato/a”. Qualche volontario/a in più è necessario/a. Si tratta di punti critici a cui è intendiamo dare risposte nel 2017.

 

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