Conoscere la cultura palestinese/Senza categoria

A Gerusalemme il circo si mescola alla realtà

Di Eleonora

Dopo un anno di assenza, sono da poco ritornata in Palestina, a Gerusalemme. Il caotico via vai nei vicoli della citta vecchia, i venditori di knafe e felafel ad ogni angolo, il panorama dal Monte degli Ulivi, il profumo di menta e salvia, il richiamo dei muezzin… Questi sono soltanto alcuni dei pezzi che formano il vivido mosaico della città santa.

Gerusalemme è una città divisa in due: la parte ovest è europea, ebraica, le strade sono pulite, i parchi pubblici sono numerosi, le scuole sono attrezzate. Ben diversa la situazione a Gerusalemme est, dove vivono i palestinesi: nei quartieri di A-Tur, Wadi Joz, Silwan e Shuafat (per menzionarne solo alcuni) il governo israeliano non si occupa minimamente dell’infrastruttura fatiscente, della mancanza di servizi pubblici, delle scuole sovraffollate. Nonostante Gerusalemme venga considerata da Israele come un’entità unica e pertanto sotto completa amministrazione e responsabilità del governo israeliano, le politiche di segregazione diventano lampanti alla luce di questi fatti. Ma la Gerusalemme palestinese non si arrende e tutti gli ostacoli che le vengono messi sulla via, non fanno altro che renderla più creativa e originale. Le manifestazioni culturali fioriscono e gli spazi comunitari vengono creati e difesi con impegno accanito.

In cima alla strada Salah Al-Din, non lontano dall’Educational Bookshop, si trova il teatro nazionale palestinese Al-Hakawati. Sabato sera il teatro ha ospitato un’eccezionale performance della Palestinian Circus SchoolLa scuola di circo è composta da giovani talenti palestinesi provenienti da diverse aree della Cisgiordania e ha sede a Bir Zeit, vicino a Ramallah. Per celebrare i dieci anni di attività, la scuola ha organizzato un festival che si terrà dal 6 al 15 ottobre in varie località, tra le quali Gerusalemme, Ramallah, Nablus e Jenin, oltre ad aree marginalizzate come i campi di Al Jalozon, Qalandya e Al Amari. Con queste parole, gli artisti definiscono cosa significhi il circo per loro:

“Il circo nasce per rendere possibile l’impossibile. Il circo è nato in Palestina perchè i palestinesi insegnano a vivere ogni giorno. La realtà quotidiana palestinese è un grande circo dove le persone stanno in equilibro tra la vita e la morte, dove la gente fa giochi di destrezza con i tanti ostacoli che l’occupazione [militare] le impone, dove il riso nasconde una profonda tristezza e dove il diritto alla felicità viene preteso con insistenza”.

La performance dello scorso sabato non è venuta meno a questa descrizione. Una giovane artista ha aperto la serata leggendo una lettera che presentava i successi e le gioie dell’arte circense in Palestina. Ma proprio come nell’affermazione sovrastante, il riso nascondeva una profonda tristezza: la lettera si concludeva con parole che svelavano l’identità del mittente, ossia l’artista Mohammad Abu Sakha, in detenzione amministrativa dallo scorso dicembre. Abu Sakha salutava il pubblico da “dietro le sbarre” e ci augurava buon divertimento. Eccolo lì tutto il sapore dolce amaro della Palestina.

Lo spettacolo univa la maestria motoria del circo alla forza drammaturgica del teatro, esplorando temi di espropriazione, isolamento  ed espulsione forzata. Gli attori si muovevano elegantemente su cubi di legno che, uno alla volta, gli venivano letteralmente tolti da sotto i piedi; lo spazio a loro disposizione diminuiva a ritmo serrato finchè non si trovavano tutti su di un solo cubo, un’immagine reminescente dei campi profughi palestinesi. È difficile descrivere con parole l’intensità delle emozioni evocata dagli abili movimenti degli artisti, dal gioco di luci e suoni. Senz’altro la Palestinian Circus School merita di essere scoperta a livello internazionale e rappresenta in maniera eccellente la scena artistica emergente della regione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Molte altre foto, aggiornamenti ed eventi sono disponibili sulla pagina Facebook della Palestinian Circus School.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...