Conoscere la cultura palestinese/Diario di viaggio/Presentazione libri

“E’ come la poesia, la cucina. Fa più belle le cose”di Alessandra Mecozzi

Può un libro di ricette culinarie essere sorprendente e appassionante? Di solito, no: lo usiamo come un “attrezzo da lavoro”. E invece lo è  POP PALESTINE, viaggio nella cucina popolare palestinese, curato da Fidaa Abuhamdiya e Silvia Chiarantini.

Sorprende ed appassiona, per la abilità delle autrici di mettere insieme succulente ricette con pezzi di storia e di racconti di viaggio in Palestina, informazioni sul paese, bellissime foto e citazioni di autrici e autori palestinesi.

Uno spicchio di cultura, un mosaico di sapori e colori..

Lo si guarda prima, poi si leggono alcune storie, si conoscono alcuni personaggi, infine – per chi ne ha il desiderio e la volontà – si usano le ricette come guide per cucinare piatti davvero prelibati, salati o dolci, con o senza carne, e perfino, per chi ha pazienza, pane e formaggio palestinesi. Non mancano le bevande!

Ci si accorgerà di quanto è vero che “la cucina fa più belle le cose, come la poesia”: la frase della prefazione di Daniele de Michele don pasta, che esprime benissimo il senso del libro.

Le autrici nella introduzione ne spiegano la genesi: un viaggio di quattro amici e amiche fiorentini. Silvia, che ama la storia e la cultura palestinese; Alessandra; la fotografa, Armando, il cuoco; Stefano; l’organizzatore, hanno unito amicizia e diverse competenze più le ricette da Nablus di Fidaa più quelle a distanza (dalla inaccessibile Gaza) di Majd e quelle degli incontri nelle varie città dei Territori Occupati di Cisgiordania. Questa mescolanza ha dato come risultato questo singolare prodotto che si chiama Pop Palestine, “taccuino di viaggio e di cucina”, come viene detto nell’introduzione.

Da Hebron a Jenin, da Betlemme a Nablus, da Ramallah a Gerico e Gerusalemme si intrecciano vedute e sentimenti, pezzi di storia e poesie, allegria e colpi al cuore, come quando per la prima volta i viaggiatori e le viaggiatrici si imbattono nel cemento grigio del lungo muro, negli agglomerati delle colonie, nei check points con i militari israeliani.

Ma capita anche di ballare insieme agli sposi in una festa di matrimonio a Betlemme e di sperimentare la calorosa ospitalità palestinese in ogni città, dove non manca mai il profumo del caffè di benvenuto e l’ invito a un pranzo fantastico a Gerusalemme con mulukhiya, maqlouba, shish barak e mujaddara.

Se volete sapere di che si tratta, sfogliate Pop Palestine: vi troverete tutte le ricette!

E’ un libro scritto con i cinque sensi, con il cuore e la mente. Per questo riesce a sorprendere e ad appassionare: perciò guardatelo, godetelo e…regalatelo!

spezie

POP PALESTINE, viaggio nella cucina popolare palestinese

Salam cuisine tra Gaza e Jenin

di Fidaa I A Abuhamdiya e Silvia Chiarantini – fotografie di Alessandra Cinquemani

ed. Stampa Alternativa 2016

 

 

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