Conoscere la cultura palestinese/Eventi/In Palestina

Maratona di Betlemme

Il 1° Aprile 2016 si terrà la quarta edizione della maratona palestinese a Betlemme, una di quelle iniziative che fa rigioire il cuore per la sua capacità di creare una vasta rete di supporto attraverso cultura e sport.

Organizzata dai membri della campagna Right to Movement [Diritto al movimento], la maratona è aperta a partecipanti nazionali ed internazionali di tutte le età ed offre la possibilità di competere per diverse distanze, dai 10 ai 42km. La peculiarità che distingue la versione palestinese dalle altre maratone nel mondo è senz’altro il percorso: a causa del muro di separazione che circonda Betlemme non è possibile correre un tracciato lineare di 42km senza uscire dal territorio sotto giurisdizione palestinese e sconfinare, aimè, nelle aree B e C governate parzialmente o interamente da Israele. Così i corridori sono costretti a percorrere lo stesso tracciato attorno al muro quattro volte per completare la maratona… Ciò nonostante, il percorso presenta un’ottima occasione per attraversare – nel vero senso della parola! – diversi luoghi del quotidiano palestinese, partendo dalla piazza della chiesa della Natività e passando per i campi profughi di Aida e Dheisheh.

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Participants warm up before the third annual Palestine Marathon, March 27, 2015.

La maratona, evento fisso dal 2013, è diventata un mezzo di promozione e difesa dei diritti umani di base, primo fra tutti quello della libertà di movimento. Inoltre vuole essere uno strumento per favorire la crescita di una cultura sportiva e mostrare un’altra faccia della Palestina alla comunità internazionale. Gli organizzatori spiegano così la loro motivazione:

“Ogni individuo ha diritto a muoversi liberamente, ma non tutti ne hanno la possibilità. La restrizione della libertà di movimento è una delle più grandi sfide per la popolazione palestinese sotto occupazione. I palestinesi non possono viaggiare liberamente per strada, o da una città all’altra. Il loro diritto al movimento è controllato dalla loro carta d’identità oppure dipende dalla città in cui vivono o dalla persona con cui sono sposati. Mai passati attraverso il posto di controllo di Qalandia? In quel caso potete immaginare perché organizziamo la maratona […].

La organizziamo anche perché pensiamo che la Palestina debba avere la sua maratona come tutti gli altri stati. Vogliamo contribuire a creare una cultura della corsa in Palestina, dove uomini e donne, ragazzi e ragazze possano correre insieme. Vogliamo far conoscere la Palestina e i palestinesi a più persone e corridori. Vogliamo contribuire a raccontare una storia diversa. Vogliamo muoverci. Vieni a muoverti con noi.”

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Avendo vissuto tre mesi a Ramallah posso ben capire l’esempio di Qalandia e personalmente ho trovato la limitazione (e a volte proibizione) di movimento uno degli aspetti più degradanti e deprimenti dell’occupazione. Purtoppo non ho ancora avuto la possibilità di partecipare alla maratona ma per i lettori più in forma, l’iscrizione è aperta!

 

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