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Il cinema palestinese scopre la storia, ed è subito mito

casicritici

Mahmoud Asfa in "When I saw you" Mahmoud Asfa in “When I saw you”

Memoria e desiderio, ossia storia e futuro: se gran parte della produzione culturale palestinese è rivolta alla rappresentazione e all’elaborazione di un presente di sofferenza – sofferenza individuale e collettiva, umana e nazionale –, c’è una parte meno consistente che rivolge l’attenzione alla questione della storia e della memoria, ovviamente non in termini puramente rievocativi, ma con uno slancio verso la questione della costruzione del futuro. Ci offre questo spunto di riflessione la notizia di poche settimane fa riguardante i due premi vinti dall’ultimo film di Annemarie Jacir When I saw you (2013) all’Olympia International Film Festival, che si aggiungono ai già tanti ricevuti finora a Berlino, Atene, Abu Dhabi, Brisbane, Phoenix, ecc. Una quantità di riconoscimenti che non stupisce: da anni, ormai, direi dall’inizio del nuovo secolo (o meglio, dopo l’inizio della seconda Intifada), il cinema dei registi palestinesi dimostra un eccellente…

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