Conoscere la cultura palestinese/In Italia/Incontri/Senza categoria

“Tamaddun”, campagna città deserto: a colloquio con Biancamaria Scarcia Amoretti, di alessandra mecozzi

L’intervento fatto il 10 dicembre da Biancamaria Scarcia Amoretti è stato di particolare interesse. Per questo le ho chiesto di parlarne un pò. Qui i risultati del colloquio. La prof. Scarcia Amoretti è partita da una parola chiave “tamaddun” che significa in arabo “civiltà”. Essa ha la stessa radice della parola “città” a cui tradizionalmente viene attribuito nella letteratura araba un ruolo preminente nello sviluppo della civiltà. Ma nella storia della Palestina  è preminente il peso della campagna: ad esempio la grande rivolta degli arabi palestinesi  contro la politica britannica di autorizzazione all’immigrazione ebraica (1936-39) nacque e si sviluppò nelle campagne. Cittadina era l’elite e la città si caratterizza come tale per tre elementi: la moschea, il tribunale, il mercato. Questa preminenza della campagna nella storia palestinese è una sua peculiarità, per cui bisogna sempre tenere conto dei due aspetti  e dei due soggetti. Non a caso la politica di Israele ha puntato alla presa della terra e alla distruzione dei villaggi, o comunque al loro controllo. Questo fa sì che recentemente, e oggi lo testimonia la rivolta dei giovani, i luoghi più dinamici, quelli emergenti, siano le città.

Anche se la Cultura araba usa comunemente la parola “tamaddun”per indicare la civiltà, lo sviluppo, nella storia palestinese è per un lungo periodo più importante la campagna intendendosi con questo la terra coltivata, anche quindi la montagna, nel caso lo sia. Ma la sua peculiarità sta anche nell’alternarsi di questi due luoghi di “movimento”.

Oggi ha cominciato ad emergere un soggetto che, in quanto estremamente legato alle tradizioni, è stato sempre un elemento stabile e stabilizzatore: il deserto e la sua popolazione beduina, al sud. Infatti il furto di terra da parte di Israele intende estendersi al Negev, deportando a decine di migliaia la popolazione beduina per “urbanizzarla”. Grandi manifestazioni si sono svolte contro il piano Prawer (dal 2011)ma il trasferimento forzato è in buona parte avvenuto.

Così tra campagna e città, e il deserto più recentemente, si sviluppano la storia e la cultura palestinese, con le loro peculiarità che ne fanno un caso particolare nell’area mediorientale, che non smette di stupirci per la ricchezza del suo patrimonio, e del suo straordinario contributo alla storia dell’umanità.

 

 

 

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