Conoscere la cultura palestinese/Eventi/Incontri

10 dicembre a Roma e Napoli. Diritto alla cultura.Insegnare, creare, conservare, resistere. Il caso Palestina

Il diritto alla cultura è un diritto umano, per tutti e tutte. E’ iscritto nell’art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani, proclamata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre di 67 anni fa.

Eppure sono molti i paesi del mondo in cui questo diritto non viene pienamente realizzato o è addirittura negato:  come accesso alla istruzione, come libertà di creare cultura, come possibilità di conservarne le diverse espressioni, spina dorsale delle identità dei popoli e dei paesi.

Tra questi paesi c’è la Palestina, in cui l’esercizio del diritto alla cultura rappresenta una forma di resistenza all’occupazione. Se ne parlerà negli incontri del 10 dicembre a Roma e a Napoli. “Essendo la Palestina punto di incontro per le civiltà e ponte culturale tra est e ovest, la Palestina ha giocato un ruolo importante nella storia dell’umanità. Prime testimonianze archeologiche della civilizzazione nell’area risalgono al periodo preistorico e segnano l’emergere delle prime società inseditesi nel periodo neolitico e di civiltà urbana nell’età del bronzo. Inoltre, dato che la Palestina ha caratteristiche geologiche uniche e uno straordinario paesaggio culturale, la ricchezza e diversità di questo patrimonio culturale è parte importante per il sostegno dell’identità culturale del popolo palestinese e per lo stesso sviluppo economico della Palestina” (Hamdan Taha, ricercatore indipendente e già vice ministro del Turismo e delle Antichità. fonte: This week in Palestine. Numero speciale, novembre 2015). Ma la distruttiva politica israeliana, ha fatto sì che dal 1967 le incursioni militari abbiano inflitto gravi danneggiamenti o distruzioni di siti storici sia in Cisgiordania che a Gaza e centinaia di siti archeologici in area C sono stati saccheggiati ed è stato attivato un traffico illegale di proprietà culturali. A questo si è aggiunta la costruzione del Muro di separazione che ha diviso le persone dalla loro terra e dalla loro storia e non ha solo provocato danni sociali ed economici, ma devastato il paesaggio culturale della Palestina. Possiamo ancora aggiungere il trasferimento di centinaia di migliaia di reperti archeologici dai territori paletinesi a musei israeliani, attraverso l’applicazione (2012) della legge israeliana sui musei applicata nei territori occupati dalle colonie. Altra forma di negazione del diritto alla cultura è la cancellazione dai cartelli stradali e dal paesaggio pubblico dei nomi arabi. Ad esempio quello di Gerusalemme, dove la scritta in arabo non è quella di Al Quds, ma di Urshalim, intensificando una cancellazione che data dagli anni ’50 (http://972mag.com/how-israel-is-erasing-arabic-from-its-public-landscape/114067/

Jerusalem2

Nell’incontro a Roma del 10 dicembre non si vuol solo denunciare la negazione del diritto, ma fare ascoltare voci della cultura palestinese che non si arrende, che continua a insegnare, creare, proteggere, in una parola a resistere. Ascolteremo l’esperienza di Emily Jacir, artista ed insegnante a Ramallah, le parole di Wasim Dahmash, conoscitore di lingua e letteratura araba, nonché di storia del mondo arabo e palestinese, che ha scelto per il proprio intervento il tema del diritto al paesaggio e le letture da “Stato d’assedio”, di Mahmoud Darwish, di Patrizia Cecconi . Ci sarà anche la voce di chi, nel nostro paese, ha amore e conoscenza della cultura islamica e di quella palestinese, come Biancamaria Scarcia Amoretti. Importante la presenza del segretario generale  dell’UNESCO in Italia, l’ambasciatore Lucio Alberto Savoia. Ricordiamo che proprio l’Assemblea generale dell’ Unesco votò l’accoglimento a pieno titolo della Palestina il 31 ottobre 2011. Un voto che costò all’Unesco il taglio di decine di milioni di dollari del finanziamento statunitense.

Anche a Napoli nello stesso giorno si terrà un incontro sul diritto alla cultura in Palestina, in collaborazione con la Comunità palestinese della Campania. Il tema sarà la cultura come forma di resistenza e, in questo quadro,  personalità del mondo della cultura  affronteranno vari aspetti dello stato del diritto alla cultura  in Palestina, in diversi ambiti: da quello della scuola a quello della narrativa a quello dell’espressione artistica, guardato anche attraverso gli occhi della diaspora

12313956_10207879303601464_8207012709248644880_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...