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“Nous aimons la vie”

Una bella occasione, il primo dicembre, per ascoltare, strumenti musicali dai quattro angoli del mondo e ammirare  l’eleganza del ballo della giovane Dalal Suleiman. JUSUR (ponti in arabo) tra oriente e occidente, tra Roma e Gaza. Ancora una volta si tratta di uno spettacolo offerto dalla solidarietà degli artisti per sostenere il progetto “Liutai a Gaza, la musica al lavoro contro la distruzione“ideato da Ramzi Aburedwan, direttore della Scuola palestinese di musica Al Kamandjati (il violinista) accolto entusiasticamente da Cultura è Libertà: primo progetto della campagna, che si realizzerà interamente in Palestina.. Ramzi, il bambino che tirava le pietre ai carri armati israeliani nel 1987, durante la prima intifada, è oggi un bravissimo musicista che porta la sua musica  in giro per il mondo,  senza mai dimenticare quei bambini dei campi profughi per i quali la scuola di musica è nata. Il laboratorio per la riparazione degli strumenti musicali servirà anche ai bambini di Gaza a continuare ad imparare, ascoltare e suonare. In questi giorni bui e tristi, segnati da morte, odio, furia omicida, proclami di vendetta e minacciosa retorica patriottarda, per alcune ore saranno al centro altri sentimenti, altre storie, quelle dell’amore per la vita. “Nous aimons la vie” è proprio il titolo di una canzone, creata da Ramzi, ragazzino vissuto nel campo profughi palestinese di Al Amari, che è prima approdato  alla

Ramzi Aburedwan, da piccolo

ramzi aburedwan, piccolo

West-Eastern Divan Orchestra fondata da Daniel Barenboim e Edward Said, e poi ha preso il volo da solo, anche grazie ad anni di studio in Francia… L’ amore per la vita che anima tutta l’attività di Al Kamandjati è stato un impulso essenziale per sostenere la realizzazione del laboratorio a Gaza. La musica è una  espressione universale di amore per la vita come la solidarietà, che porterà  a suonare insieme sulla scena della Casa del Jazz Helmi M’hadhbi, liutista tunisino, Angel Ballester, jazzista cubano, Sanjay Kansa Banik, tablista indiano,  con Dalal Suleiman, attrice e danzatrice di origine palestinese. Se, come è avvenuto in occasioni pecedenti, la generosità del pubblico sarà pari a quella degli artisti, riusciremo a raggiungere e consegnare alla Scuola di Al Kamandjati il”gruzzolo” di 9000 euro che l’associazione Cultura è Libertà si è impegnata a raccogliere per l’acquisto degli utensili da lavoro. E così all’inizio del 2016 i “Liutai a Gaza, la musica al lavoro contro la distruzione…“potranno muovere i primi passi!

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