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Salerno è “Femminile Palestinese”

di Maria Rosaria Greco

Anche Salerno aderisce alla campagna nazionale di “Cultura è Libertà” con la rassegna “femminile palestinese – la donna, l’arte, la resistenza” curata da Maria Rosaria Greco,  con il sostegno e il partenariato di molti altri attori locali: l’associazione “Osservatorio Palestina”, la Mediateca MARTE di Cava Dè Tirreni, la Fondazione Salerno Contemporanea, il Teatro Antonio Ghirelli (TAG) e l’Università degli Studi di Salerno. Aderiscono anche la Rete Radiè Resh gruppo di Salerno, la Fondazione Alfonso Gatto e l’ANPI sezione di Salerno.

Il progetto “femminile palestinese” si inserisce nella campagna nazionale che l’associazione “Cultura è  Libertà” ha lanciato a gennaio scorso a Roma.

È una rassegna che accoglie e fa propria la mission di “Cultura è Libertà”, cioè la promozione e il sostegno della cultura palestinese, in quanto espressione dell’esistenza e resistenza di un popolo a cui è negata la propria identità.  In questa direzione si muove da anni anche l’associazione “Osservatorio Palestina” che diffonde tutte le culture del mediterraneo con la convinzione che il mediterraneo debba essere luogo di incontro e di confronto di culture e non una barriera che divide il mondo “civile” da quello “incivile”.

Nello specifico, con questo progetto, si vuole dedicare una particolare attenzione al ruolo femminile nel mondo arabo con l’intenzione di analizzare e sottolineare l’importanza del contributo femminile nella cultura palestinese, sia nei movimenti femministi dall’Egitto alla Palestina, sia nelle varie discipline artistico-culturali. La creatività contro l’occupazione, contro la colonizzazione, contro la diaspora, contro la discriminazione, contro la violenza. Le donne sanno mettere in discussione i confini e le narrazioni dell’occupazione.  Quindi letteratura, poesia, cinema, teatro, musica, cartoons, di ieri e di oggi, diventano gli scenari di questa resistenza creativa femminile.

Il programma della rassegna “femminile palestinese” inizia il 6 marzo, in prossimità della giornata internazionale della donna, e prevede quattro momenti di approfondimento con le testimonianze di donne palestinesi o di donne che si occupano di Palestina.

  1. Il primo appuntamento è il 6 marzo p.v., con Isabella Camera D’Afflitto, salernitana, professore ordinario di letteratura Araba Moderna e Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma; arabista di fama internazionale, ha tradotto e curato la pubblicazione di importanti autori palestinesi, uno tra i tanti Ghassan Kanafani. Da anni diffonde e promuove la cultura araba, oltre che attraverso le varie Case Editrici anche attraverso la rivista Arablit di cui è direttrice. In uno dei suoi libri “cento anni di cultura palestinese” dedica una particolare attenzione al ruolo della donna dai primordi del femminismo alle più recenti battaglie per i diritti civili.  Il suo intervento sarà dedicato al “femminismo arabo: dall’Egitto alla Palestina”.
  1. Il secondo appuntamento è il 25 Marzo p.v., con Sahera Dirbas, regista indipendente palestinese, nata a Haifa e residente a Gerusalemme. In un’intervista racconta delle sue forti motivazioni che l’hanno portata al cinema: “volevo trasmettere la storia profonda, intima, della mia terra e della mia gente”. La sua passione infatti è il recupero della storia dei villaggi palestinesi distrutti nel 1948, e dare voce a protagonisti di una diaspora che stanno via via spegnendosi o “abituandosi alla situazione di occupazione, vissuta quasi come normalità, mentre di normale non ha nulla”. Fra i suoi lavori più conosciuti “Straniero a casa mia”, “Una manciata di terra”, “il villaggio Deir Yassin e il massacro” “La sposa di Gerusalemme”. Con lei assisteremo alla proiezione di Jerusalem Bride (la sposa di Gerusalemme).
  1. Il terzo appuntamento, il 24 Aprile p.v., è con Dalal e Omar Suleiman e la loro compagnia che presenteranno lo spettacolo teatrale “Mi chiamo Omar” scritto e diretto da Luisa Guarro. Va in scena in questo spettacolo la memoria e il racconto fra immagini e suggestioni. È la storia di una famiglia palestinese attraversata dalla storia della Palestina. Una memoria delicata, che suscita ammirazione e insieme un senso di inadeguatezza, è più forte di qualsiasi denuncia politica o filosofica: parla di una casa in un remoto villaggio della Palestina, terra di battaglie, di soprusi e violenze, di cui quasi nel racconto non c’è traccia, se non come malinconico sottofondo nella consapevolezza di chi ascolta. Viene mostrata una vita quotidiana, lontana, altra, lenta, primordiale, mentre l’ombra lunga del narratore, dietro un telo illuminato di contro, cucina per gli spettatori e li guida nel viaggio (su quel telo appaiono immagini e poi traduzioni delle poesie arabe recitate in lingua). Gli spettatori sono invitati a cena, sono ospiti e vengono accolti sul palco e immersi nella scena, resa calda ed accogliente dalle musiche arabe e dagli odori dei cibi.
  1. Il quarto appuntamento, l’11 Maggio p.v. al Teatro Ghirelli di Salerno, chiude la rassegna con la voce e la penna di Amal Ziad Kaawash, giovane cantante e illustratrice la prima volta in Italia (e prima nazionale a Salerno), nata in Libano nel 1981 da una famiglia di profughi palestinesi provenienti dal villaggio di Meiroun (nel distretto di Safad) evacuato nel 1948 e distrutto come molti altri villaggi palestinesi. E Meiroun è appunto il nome della creatura disegnata da Amal, una bambina ombra, dalle lunghe trecce che guarda alla luna come a un sogno lontano e irraggiungibile: il ritorno al suo villaggio,  alla sua terra. E’ struggente e intenso il desiderio di ritornare in quella Palestina lontana . Eppure questa creatura così fragile, indifesa, con le sue lunghe trecce di bambina, continua a sognare e a pensare alla luna. Meiroun incarna la forza e la determinazione di un popolo che non si arrende, che resiste. La Kaawash, che ha studiato canto e composizione all’Istituto Nazionale di Musica in Libano e arte alla London’s Fine Arts School, oggi è collaboratrice del quotidiano libanese Es-Safir e vive e lavora a Beirut.  In un’intervista ha dichiarato: “Per me, Meiroun rappresenta tutti i palestinesi, tutte le donne arabe e tutte le donne del mondo”. E noi vogliamo essere tutte Meiroun.

Il calendario e le location delle iniziative di “femminile palestinese”:

Locandina Femminile palestinese

Le attività si svolgeranno in parte presso il MARTE di Cava Dè Tirreni, in parte presso l’Università degli Studi di Salerno e in parte presso il TAG di Salerno:

1) 6 Marzo 2014 – ore 19,00 – Isabella Camera D’Afflitto in “femminismo arabo: dall’Egitto alla Palestina” al MARTE (Mediateca, Arte, Eventi) di Cava De Tirreni

2) 25 Marzo 2014 – ore 15,30 – Sahera Dirbas e la proiezione del suo film “Jerusalem Bride” all’Università di Salerno – Aula Imbucci. Presentano Alfonso Amendola, Isabella Camera D’Afflitto, Luca Ricciardi.

3) 24 Aprile  2014 – ore 21,00 – Dalal e Omar Suleiman nello spettacolo teatrale “Mi chiamo Omar” scritto e diretto da Luisa Guarro al TAG (Teatro Antonio Ghirelli) di Salerno. Conclusione con cena araba.

4) 11 Maggio 2014 – ore 21,00 – Amal Ziad Kaawash  in concerto “Canzoni dalla Palestina e dal mondo arabo”, al TAG (Teatro Antonio Ghirelli) di Salerno con i musicisti Helmi M’hadhbi, Oud (liuto arabo)e John Salins, percussioni.

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