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Torino: perché “Palestina raccontata”?

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“Palestina raccontata” è una proposta di viaggio. Un viaggio che a sua volta è una somma di viaggi e di racconti di viaggio. Viaggi compiuti e narrati dai  visitatori di quella terra dai diversi nomi: l’hanno chiamata Palestina, Israele, al Sham, Territori Occupati, Terrasanta a seconda degli occhi di chi la  guardava: pellegrini, viaggiatori, religiosi, occupanti, diplomatici, esploratori, turisti o cooperanti che fossero. Ed è nello stesso tempo il racconto dei  viaggi che i palestinesi continuano a compiere sulla loro terra – spesso trasformata, deturpata, martoriata, ma pur sempre amata – alla ricerca della loro  storia e del loro passato, sì da essere in grado di fornire, dopo secoli di usurpazione identitaria, il loro racconto della loro terra, la ricchezza della loro  cultura, la complessità della loro storia. Un racconto che dipanano per loro stessi, ma che offrono anche allo straniero per aiutarlo a capire quello che  ha nei secoli manipolato e spesso stravolto a proprio uso e consumo.
Questo viaggio che faremo insieme si serve di metodi e linguaggi diversi: la discussione e l’informazione, il teatro e il cinema, la mostra e il documento,  la letteratura e la musica. Perché non basta una sola lingua per raccontare una terra che ha accumulato su di sé migliaia di storie, alcune delle quali  affondano le loro radici in un passato lontano, mentre altre sono il prodotto dell’orientalismo nelle sue varie forme ed espressioni, altre ancora sono  state elevate a tradizione e ammantate di veridicità laddove non hanno fondatezza alcuna se non un immaginario sapientemente costruito.
Non a caso il percorso che proponiamo inizia con le voci dell’Occidente, non perché si sia aderito ad visione eurocentrica, ma per la necessità di chiarire dove e come cominciano la manipolazione e la pratica egemonica e coloniale, e nello stesso tempo per mostrare come i palestinesi siano stati in grado di produrre una cultura propria antica, profonda e affascinante nonostante tutto. Una cultura che soltanto adesso comincia ad emergere e a mostrarsi, pur sotto la continua minaccia di essere cancellata per sempre.

Ecco il programma generale dell’evento.

Versione Inglese

Palestina raccontata è anche su Facebook.

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One thought on “Torino: perché “Palestina raccontata”?

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